Il termine “ablazione endovascolare laser” può suonare complesso e forse anche un po’ intimidatorio. In realtà, dietro questo nome si trova una delle tecniche più moderne, efficaci e mininvasive a disposizione per trattare le vene varicose.
Come chirurgo vascolare, considero questo trattamento laser una vera rivoluzione nella flebologia: sicura, efficace, mininvasiva e con un recupero rapido. Ha sostituito la vecchia chirurgia più invasiva e permette di prendersi cura delle gambe in modo moderno e rispettoso dei tessuti.
Cos’è, in parole semplici, l’ablazione endovascolare laser (EVLA)?
È una procedura che permette di “chiudere” la vena malata dall’interno utilizzando l’energia termica di un laser, senza doverla rimuovere chirurgicamente.
Il punto fondamentale è proprio questo: la vena non viene tolta, ma sigillata e lasciata in sede. Nei mesi successivi il corpo la riassorbe naturalmente. Il sangue, nel frattempo, viene deviato in modo corretto sulle vene sane, risolvendo il problema alla radice.
Come si svolge l’intervento passo dopo passo?
Capire come si svolge la procedura è il primo passo per affrontarla con serenità. Ecco le fasi principali.
Mappatura con eco-doppler
Prima dell’intervento eseguo un’ecografia per mappare con precisione la vena da trattare e identificare il punto ideale di inserimento della fibra laser.
Anestesia locale
La procedura si svolge in anestesia locale: il paziente è sveglio e rilassato. Si anestetizza solo una piccola area della gamba, rendendo l’intervento indolore.
Inserimento della fibra laser
Attraverso una minuscola incisione, delle dimensioni della punta di un ago, inserisco una sottilissima fibra ottica all’interno della vena malata, facendola risalire fino al tratto da trattare.
Rilascio dell’energia e chiusura della vena
Sotto guida ecografica attivo il laser mentre ritiro lentamente la fibra. L’energia termica rilasciata causa la chiusura immediata della vena (termo-ablazione).
Fine della procedura
Conclusa la chiusura, applico una medicazione sul punto di accesso e faccio indossare la calza elastica. La seduta dura in genere 30–60 minuti.
Quali sono i vantaggi principali rispetto alla chirurgia tradizionale?
L’EVLA è considerata superiore allo stripping venoso per diversi motivi:
- Mininvasività: nessun taglio chirurgico esteso, solo un punto di accesso millimetrico.
- Anestesia locale: si evitano i rischi di un’anestesia generale o spinale.
- Recupero rapido: il paziente cammina subito dopo e torna alle attività in 24–48 ore.
- Risultati estetici migliori: niente cicatrici visibili lungo la gamba.
- Efficacia e precisione: la guida ecografica assicura un trattamento altamente preciso e selettivo.
Il recupero post-operatorio: cosa aspettarsi?
Il recupero è generalmente semplice. Le indicazioni principali sono:
- indossare la calza elastica per il periodo prescritto;
- camminare fin da subito per favorire la circolazione.
Possono comparire lievi lividi o una sensazione di “cordoncino” lungo la vena trattata: è un segno positivo che indica la corretta chiusura della vena. Un eventuale fastidio si gestisce facilmente con comuni antidolorifici.
Sei il candidato ideale per l’ablazione laser?
Nel trattamento dell’insufficienza della vena grande e piccola safena, l’EVLA è spesso la soluzione più indicata. Tuttavia ogni paziente è unico: solo una visita specialistica con eco-doppler può confermare l’idoneità e definire la terapia migliore.