La presenza di sangue rosso vivo sulla carta igienica o nelle feci è uno dei sintomi più comuni in caso di emorroidi interne. Spesso si tratta di un disturbo benigno, ma è importante sapere cosa fare se le emorroidi sanguinano e come alleviare i sintomi e prevenire peggioramenti.
La perdita di sangue può essere sporadica o ricorrente, e non va mai sottovalutata: in alcuni casi può segnalare anche altre patologie ano-rettali, ed è per questo che serve prestare attenzione ai segnali del corpo.
Vediamo insieme quali sono le cause, quando preoccuparsi e soprattutto quali rimedi adottare per gestire al meglio questo disturbo, soprattutto nei momenti di riacutizzazione.
Perché le emorroidi sanguinano?
Le emorroidi sono strutture vascolari presenti nel canale anale. Quando si infiammano o si ingrossano, possono rompersi e sanguinare, soprattutto se sono sottoposte a pressione durante l’evacuazione.
Le emorroidi interne sono quelle che più frequentemente causano sanguinamento: non sempre provocano dolore, ma sanguinano facilmente durante il passaggio di feci dure. In alcuni casi, possono fuoriuscire e diventare visibili all’esterno (prolasso).
Le principali cause del sanguinamento includono:
- Stitichezza cronica
- Dieta povera di fibre
- Sforzi eccessivi in bagno
- Sedentarietà
- Gravidanza
- Frequente irritazione anale
Il sangue delle emorroidi è rosso vivo, spesso visibile sulla carta igienica o nella tazza, e può essere accompagnato da prurito, bruciore o sensazione di fastidio.
Cosa fare subito per fermare il sangue
Nel momento in cui si nota un episodio di sanguinamento emorroidario, è utile intervenire con semplici accorgimenti che aiutano a ridurre l’infiammazione e a favorire la guarigione.
- Applicare impacchi freddi
Il freddo provoca una vasocostrizione temporanea che aiuta a bloccare il sanguinamento e a ridurre il gonfiore. Si può usare un impacco freddo avvolto in un panno pulito per qualche minuto sulla zona.
- Fare bagni di acqua tiepida
I bagni tiepidi aiutano a rilassare lo sfintere anale e a lenire l’infiammazione locale. È sufficiente sedersi in una vaschetta con acqua tiepida per 10-15 minuti, due o tre volte al giorno.
- Mantenere la zona pulita
Una corretta igiene anale è fondamentale per prevenire infezioni e ulteriori irritazioni. Evitiamo carta ruvida e utilizziamo salviette delicate senza alcool o profumi.
- Usare prodotti topici
Esistono creme, pomate o supposte a base di:
antifiammatori locali
anestetici leggeri
fitocomplessi protettivi
Parlo di rimedi che aiutano a ridurre il dolore e favorire la cicatrizzazione, ma vanno usati per brevi periodi e solo su indicazione medica in caso di sanguinamento ricorrente.
Come prevenire nuovi episodi
Una volta risolta l’emergenza, è importante agire sulle cause di fondo, per evitare che le emorroidi sanguinanti si ripresentino. Il primo passo è modificare alimentazione, idratazione e stile di vita.
- Aumentare l’apporto di fibre
Una dieta povera di fibre favorisce la stitichezza e rende le feci dure. Possiamo introdurre quotidianamente:
- frutta e verdura
- legumi e cereali integrali
- semi di lino o psillio (da valutare con il medico)
- Bere molta acqua
Un’adeguata idratazione è fondamentale per ammorbidire le feci e ridurre lo sforzo durante l’evacuazione. L’acqua, se assunta regolarmente, è un potente alleato contro le recidive.
- Evitare alcolici, spezie e caffeina
Queste sostanze possono irritare la mucosa rettale, peggiorando il quadro infiammatorio. È consigliabile ridurne l’assunzione soprattutto nei periodi di riacutizzazione.
Muoversi ogni giorno aiuta a migliorare il microcircolo venoso e intestinale. Sono indicate camminate, yoga, ginnastica dolce. È preferibile evitare sforzi eccessivi e sollevamento pesi.
Quando preoccuparsi e rivolgersi a un medico
Non tutti i sanguinamenti anali sono dovuti a emorroidi. Se il sanguinamento è abbondante, frequente o accompagnato da dolore acuto, è fondamentale sottoporsi a una visita proctologica.
Segnali da non ignorare:
- presenza di sangue scuro o coagulato
- sangue misto a muco
- dimagrimento inspiegato
- anemia o stanchezza marcata.
In questi casi, il medico può richiedere esami diagnostici (come anoscopia, rettoscopia o colonscopia) per escludere altre patologie come ragadi, polipi, diverticoli o neoplasie.
Trattamenti se il problema persiste
Se le emorroidi sanguinano in modo ricorrente e non rispondono alla terapia conservativa, si può valutare un approccio mini-invasivo. Le opzioni includono:
- Legatura elastica: indicata per emorroidi interne, consiste nell’applicazione di un piccolo anello alla base del gavocciolo emorroidario per bloccarne l’afflusso di sangue.
- Scleroterapia: iniezione di una sostanza sclerosante all’interno delle vene emorroidarie, utile per ridurre il volume e il sanguinamento.
- Laser CO₂: tecnica precisa e ben tollerata che vaporizza le emorroidi con sanguinamento cronico o doloroso.
- Emorroidectomia: riservata ai casi gravi o complicati, viene oggi eseguita con tecniche sempre meno invasive.
Riferimenti bilbliografici
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