Se d’estate il nemico numero uno è la vasodilatazione causata dal calore, in inverno entrano in gioco meccanismi più subdoli che mettono a dura prova il plesso emorroidario. Molti pazienti arrivano in visita stupiti: “Dottore, pensavo che col fresco sarei stato meglio, invece…”.
Analizziamo le quattro cause principali che rendono l’inverno una stagione a rischio, e vediamo come difenderci.
Il freddo e lo spasmo muscolare
Mentre il calore rilassa, il freddo contrae. Le basse temperature portano a una vasocostrizione periferica (il sangue si ritira dalla pelle per proteggere gli organi interni), ma provocano anche una contrazione involontaria della muscolatura.
Questo vale anche per lo sfintere anale. Il freddo può accentuare l’ipertono (la contrattura) dello sfintere, ostacolando il normale deflusso del sangue dalle emorroidi e rendendo l’evacuazione più difficoltosa e dolorosa.
Uno sfintere più “stretto” a causa del freddo è un nemico giurato delle emorroidi infiammate.
La trappola della disidratazione (e della stipsi)
D’estate beviamo perché sudiamo. D’inverno, lo stimolo della sete cala drasticamente. Senza accorgercene, riduciamo l’apporto di acqua ma continuiamo a vivere in ambienti riscaldati e secchi.
Il risultato? Le feci diventano più dure e disidratate. La stitichezza è la causa meccanica principale della patologia emorroidaria: lo sforzo eccessivo per evacuare crea un trauma diretto sui cuscinetti venosi, facendoli scivolare verso il basso (prolasso) e sanguinare.
Il “menu delle feste”: un attacco infiammatorio
L’inverno è sinonimo di tavole imbandite, in particolare nel periodo natalizio. Purtroppo, molti dei cibi tipici di questa stagione sono vasodilatatori o irritanti per la mucosa anale:
- Alcol e cioccolato: rilassano troppo le pareti venose e irritano l’intestino.
- Spezie e cibi piccanti: utilizzati per “scaldarsi”, infiammano la zona rettale.
- Insaccati e grassi: rallentano la digestione e favoriscono la stipsi.
Sedentarietà e colpi di tosse
Col freddo ci muoviamo meno. Passiamo più tempo seduti (alla scrivania, in auto, sul divano). La sedentarietà ostacola il ritorno venoso e favorisce il ristagno del sangue nella pelvi, proprio dove si trovano le emorroidi.
Inoltre, l’inverno è la stagione di influenze e bronchiti.
Tosse e starnuti frequenti aumentano bruscamente la pressione intra-addominale, che si trasmette verso il basso e colpisce direttamente le emorroidi già infiammate.
Strategie di sopravvivenza: cosa fare?
Non dobbiamo rassegnarci all’inverno con il dolore. Ecco i consigli vascolari per proteggere il plesso emorroidario:
- Bevi anche se non hai sete: punta a 1,5–2 litri di acqua al giorno.
- Igiene senza estremi: evita acqua troppo fredda (aumenta lo spasmo) o troppo calda (aumenta l’infiammazione). Usa acqua tiepida.
- Aumenta le fibre: verdure cotte, frutta e legumi mantengono le feci morbide.
- Non rimandare: dolore e sanguinamento non vanno ignorati. Le emorroidi tendono a cronicizzare.
L’inverno nasconde insidie per la nostra circolazione che vanno oltre le mani fredde. Prendersi cura dell’intestino e mantenere uno stile di vita attivo anche col maltempo è la miglior prevenzione. E se il problema persiste, le tecniche moderne permettono di risolvere il disturbo in modo efficace e confortevole, così da vivere le feste — e il freddo — senza dolore.
Hai dubbi o fastidi che peggiorano con l’inverno? Parlarne è il primo passo per guarire. Richiedi un consulto: troveremo insieme la soluzione più dolce e meno invasiva per il tuo caso.
Fonti
- The American Society of Colon and Rectal Surgeons Clinical Practice Guidelines for the Management of Hemorrhoids
- Human physiological responses to cold exposure: Acute responses and acclimatization to prolonged exposure
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