La prevenzione vascolare non serve solo quando compaiono vene varicose, gambe gonfie, dolore o disturbi della circolazione. Serve soprattutto prima, quando è possibile individuare fattori di rischio silenziosi e intervenire in tempo.
Oggi la medicina della longevità guarda alla salute vascolare in modo più ampio: non solo vene e arterie, ma anche cuore, metabolismo, funzione renale, composizione corporea, infiammazione e familiarità. Per questo un controllo efficace non può essere uguale per tutti.
Un percorso di prevenzione vascolare può comprendere esami del sangue, esami strumentali e valutazioni specialistiche scelte in base alla tua storia clinica.
Gli esami utili possono riguardare:
- profilo lipidico, glicemia, insulina ed emoglobina glicata
- lipoproteina a e apolipoproteina B, in casi selezionati
- funzionalità renale con creatinina, eGFR, urine e albuminuria
- cortisolemia o test endocrini solo se ci sono indicazioni precise
- esami genetici mirati, quando familiarità o storia personale lo giustificano
- eco color doppler venoso e arterioso
- valutazione cardiologica
- valutazione della composizione del grasso corporeo e del grasso viscerale.
Ovviamente non si deve fare tutto, ma scegliere gli esami vascolari più adatti al tuo rischio reale.
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Esami del sangue
Gli esami del sangue aiutano a individuare alterazioni che possono favorire aterosclerosi, infiammazione, diabete, ipertensione e danno vascolare.
Tra gli esami di base rientrano emocromo, glicemia, emoglobina glicata, colesterolo totale, LDL, HDL, trigliceridi, funzionalità epatica, creatinina, elettroliti, uricemia e indici infiammatori selezionati.
In alcuni casi può essere utile aggiungere esami più specifici, come apolipoproteina B e lipoproteina a, chiamata anche Lp(a). La lipoproteina a è in gran parte determinata geneticamente e può aumentare il rischio cardiovascolare anche in persone con uno stile di vita corretto.
Per la parte metabolica possono essere valutate anche insulina basale e insulino resistenza, soprattutto se sono presenti grasso addominale, trigliceridi alti, glicemia borderline, fegato grasso o familiarità per diabete.
La funzionalità renale è strettamente collegata alla salute vascolare. Il rene regola pressione, filtrazione, equilibrio dei liquidi e molti aspetti del rischio cardio metabolico.
Per questo, oltre alla creatinina, può essere utile valutare eGFR, esame urine e rapporto albumina creatinina urinario. In pazienti selezionati si può aggiungere la cistatina C, che può aiutare a stimare meglio la funzione renale.
Una lieve alterazione renale o la presenza di albumina nelle urine non vanno lette come dati isolati. Possono essere segnali precoci di un rischio più ampio, soprattutto se associati a diabete, ipertensione, sovrappeso, fumo o familiarità cardiovascolare.
La cortisolemia non è un esame da fare a tappeto. Può essere utile quando ci sono segnali clinici che fanno sospettare un’alterazione ormonale, come aumento importante del grasso addominale, pressione difficile da controllare, glicemia alterata, fragilità cutanea o debolezza muscolare.
Anche gli esami genetici devono essere mirati. Possono avere senso in caso di trombosi in giovane età, episodi ricorrenti, familiarità importante per eventi vascolari, sospetto di ipercolesterolemia familiare, aneurismi o malattie vascolari ereditarie.
Fare test genetici senza una domanda clinica precisa può creare confusione e falsi allarmi. Per questo vanno scelti dopo una valutazione specialistica, non come semplice pacchetto di screening.
Esami strumentali
L’eco color doppler è uno degli esami principali nella prevenzione vascolare. Permette di valutare il flusso del sangue, il funzionamento delle vene, la presenza di reflusso venoso, placche, stenosi o alterazioni arteriose.
- L’eco color doppler venoso degli arti inferiori è utile se hai gambe gonfie, pesantezza, vene varicose, capillari diffusi, crampi o familiarità per insufficienza venosa.
- L’eco color doppler arterioso è indicato quando ci sono fattori di rischio come fumo, diabete, colesterolo alto, ipertensione o dolore al polpaccio durante il cammino.
In alcuni casi si può associare l’indice caviglia braccio, un test semplice che valuta la circolazione arteriosa delle gambe.
La valutazione cardiologica può completare il quadro, soprattutto se hai sintomi, familiarità o più fattori di rischio. Gli esami possono includere ECG, ecocardiogramma, Holter pressorio, Holter ECG o test da sforzo, se indicati.
In alcuni pazienti può essere utile valutare anche le carotidi con eco color doppler, per verificare la presenza di placche aterosclerotiche. L’ecografia dell’aorta addominale può essere indicata in presenza di familiarità, storia di fumo o altri fattori di rischio.
Un altro elemento importante è la composizione del grasso corporeo. Il peso da solo non basta: conta soprattutto la quantità di grasso viscerale, cioè quello localizzato nell’addome e intorno agli organi. Questo grasso è più legato a insulino resistenza, infiammazione e rischio cardio metabolico.
La valutazione può includere circonferenza addominale, rapporto vita altezza, bioimpedenziometria o altri esami più approfonditi quando necessari.
Una valutazione vascolare può essere utile se hai gambe gonfie, vene varicose, capillari evidenti, dolore durante il cammino, crampi frequenti, familiarità per trombosi, infarto, ictus o aneurisma.
È consigliabile anche se fumi, hai diabete o prediabete, pressione alta, colesterolo elevato, grasso addominale importante o alterazioni della funzione renale.
La prevenzione efficace non consiste nel fare più esami possibile. Consiste nel costruire un profilo personalizzato, leggendo insieme circolazione, cuore, metabolismo, reni e composizione corporea.
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Fonti
European Society of Cardiology, 2021 ESC Guidelines on cardiovascular disease prevention in clinical practice