Chi decide di sottoporsi a una scleroterapia per eliminare capillari e piccole vene visibili sulle gambe si chiede spesso quanto tempo ci vuole per vedere i primi effetti. La risposta dipende da diversi fattori, tra cui la dimensione delle vene trattate, la tecnica utilizzata e la risposta individuale dell’organismo.
Che cos’è la scleroterapia
La scleroterapia è un trattamento mini-invasivo che consiste nell’iniettare una sostanza irritante, chiamata sclerosante, all’interno di una vena malata. Lo scopo è quello di provocarne la chiusura, inducendo un’infiammazione controllata che porta alla scomparsa del vaso nel tempo.
Sclerosanti liquidi e in schiuma
Esistono diverse soluzioni sclerosanti:
- liquide, per capillari molto piccoli
- in schiuma, per vene reticolari o varici più evidenti
La schiuma ha una maggiore capacità di adesione e penetrazione nelle pareti vascolari, ed è spesso usata sotto guida ecografica.
Modalità di esecuzione
La procedura si svolge in ambulatorio, senza anestesia. Il medico utilizza ago sottile o microcatetere per iniettare il farmaco direttamente nel vaso. Subito dopo, viene applicata una calza elastica compressiva.
Tempistiche dei risultati
- Primo miglioramento: 3‑4 settimane: i primi effetti visibili compaiono in genere dopo 2‑3 settimane, ma dipende dalla risposta individuale. In alcuni casi:
- i capillari iniziano a schiarirsi già entro 15 giorni
- le vene più scure impiegano più tempo a riassorbirsi
Nei giorni successivi alla seduta, è normale notare gonfiore o arrossamento, ma questi segni tendono a risolversi spontaneamente.
- Risultato definitivo: 2‑3 mesi
La scomparsa completa dei vasi trattati richiede in media 60‑90 giorni. La vena, una volta occlusa, viene gradualmente riassorbita dal corpo.
I tempi variano in base a:
- dimensioni della vena
- profondità del vaso
- numero di sedute effettuate
Vene più grandi o recidive
Nei casi di vene reticolari, o quando ci sono recidive, i tempi possono essere più lunghi. Potrebbero servire più cicli di trattamento o l’associazione con laser o radiofrequenza.
Come si svolge il trattamento
Generalmente, si eseguono:
- 2–3 sedute iniziali
- 6–8 sedute totali, a distanza di 2–4 settimane l’una dall’altra
- Ogni seduta dura 15–30 minuti. Il medico valuta l’andamento e pianifica i richiami in base alla risposta del paziente.
È importante rispettare un intervallo di almeno 15–20 giorni tra una seduta e l’altra per permettere al vaso trattato di chiudersi completamente.
Subito dopo il trattamento si indossano calze elastiche a compressione graduata per 48–72 ore, poi solo di giorno per una settimana. Camminare aiuta il riassorbimento e previene complicazioni.
Cosa aspettarsi nel post-trattamento
È normale, nelle prime settimane, notare:
- piccoli lividi
- gonfiore localizzato
- cute indurita o leggermente pigmentata
Questi effetti sono temporanei e regrediscono in modo graduale.
Precauzioni
Dopo ogni seduta è importante:
- evitare il sole diretto per almeno 15 giorni
- non fare bagni caldi, saune o attività intensa per 3–4 giorni
- continuare a muoversi camminando quotidianamente.
Monitoraggio e follow-up
Il controllo dei risultati si effettua dopo circa 2 mesi, anche con ecodoppler se necessario. Se il vaso trattato non si è chiuso, si può ripetere la sclerosi.
Diversi studi scientifici confermano l’efficacia della scleroterapia:
- entro 28 giorni, il 100% delle vene trattate con schiuma si è occluso
- a 36 mesi, la percentuale di occlusione stabile varia tra il 50% e il 75%
- la schiuma sclerosante risulta più efficace delle soluzioni liquide su vene di calibro maggiore.
Domande frequenti
- In quanto tempo spariscono i capillari dopo la scleroterapia? In media, i risultati iniziano a vedersi dopo 3–4 settimane, ma per la scomparsa completa possono servire 2–3 mesi.
- Quante sedute servono? Dipende dal numero e dalla dimensione delle vene. Di solito bastano 2–3 sedute, ma si può arrivare a 6–8 per risultati ottimali.
- Perché i risultati variano da persona a persona? Ogni corpo risponde in modo diverso: età, circolazione, stile di vita e qualità del collagene influenzano il riassorbimento.
Fonti
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