“Dottore, ma la scleroterapia fa male?”. È una delle prime domande, e forse la più importante, che i pazienti pongono durante una visita per capillari o vene varicose. Una domanda più che legittima, perché la paura dell’ago e del dolore è del tutto naturale e merita una risposta chiara e onesta.
In questo articolo faccio chiarezza con la massima trasparenza, spiegando cosa si prova realmente durante una seduta di scleroterapia, perché non si può parlare di vero dolore e come possiamo rendere l’esperienza il più serena e confortevole possibile.
La risposta breve: più un fastidio che un vero dolore
La stragrande maggioranza dei pazienti descrive la sensazione provata durante la scleroterapia non come dolore, ma come un lieve fastidio, un pizzicore o un bruciore momentaneo, del tutto sopportabile. La percezione è ovviamente soggettiva, ma raramente viene classificata come dolorosa. Molti rimangono sorpresi da quanto il fastidio sia minimo rispetto alle aspettative.
Cosa si prova esattamente durante la seduta
Per capire meglio, analizziamo i momenti principali della procedura.
L’ago: più piccolo di quanto pensi
Per i capillari (teleangectasie) si utilizza un ago estremamente sottile e corto, molto più piccolo di quello per un normale prelievo di sangue. La sensazione della puntura è minima, spesso descritta come un leggero “pizzicotto”, simile a una puntura di zanzara.
Il liquido sclerosante: una sensazione di calore o bruciore
Una volta iniettato, il liquido sclerosante agisce sulla parete interna del vaso provocandone la chiusura. Questo può determinare un lieve bruciore o calore che dura pochi secondi e si attenua subito dopo la rimozione dell’ago. È un fastidio rapido e del tutto normale.
La dimensione del vaso trattato fa la differenza
Il trattamento dei capillari superficiali provoca un fastidio davvero minimo. Per vene reticolari o varicose di calibro leggermente maggiore, la sensazione può essere un po’ più intensa, ma resta sempre breve e gestibile.
Come riduciamo il fastidio: la priorità è il comfort del paziente
Durante ogni seduta vengono adottati accorgimenti mirati a rendere il trattamento il più confortevole possibile:
aghi di altissima qualità: monouso, calibro ridotto, specifici per la scleroterapia;
- tecnica esperta: esecuzione precisa e rapida per limitare la sensazione percepita;
- prodotti adeguati: in base al caso si scelgono soluzioni sclerosanti più delicate o si utilizza un lieve raffreddamento cutaneo;
- comunicazione costante: spiegare ogni passaggio aiuta il paziente a rilassarsi e a vivere meglio l’esperienza.
Cosa aspettarsi dopo la seduta
Nelle ore o nei giorni successivi è normale avvertire un leggero fastidio, prurito o notare piccoli lividi nelle zone trattate. Sono segni fisiologici del processo di guarigione e si risolvono spontaneamente in pochi giorni.
L’uso della calza elastica a compressione è fondamentale: migliora il risultato e riduce eventuali fastidi post-trattamento.
Ma quindi alla fine, è dolorosa?
La scleroterapia non è una procedura dolorosa. Comporta un fastidio momentaneo, simile a un pizzicore o a un breve bruciore, che la maggior parte dei pazienti considera facilmente tollerabile.
La paura dell’ago è comprensibile, ma non dovrebbe diventare un ostacolo al benessere estetico e funzionale delle gambe. Il breve fastidio della seduta non è paragonabile al beneficio duraturo di sentirsi più a proprio agio senza la pesantezza e gli inestetismi di capillari e vene varicose.