Tecniche mininvasive per varici: la guida

Tecniche mininvasive per varici

Tecniche mininvasive per varici

Fortunatamente sono disponibili diverse opzioni e tecniche mininvasive per varici per chiunque voglia affrontare il problema alla radice, o semplicemente voglia intervenire per ragioni estetiche. Queste procedure minimamente invasive possono essere eseguite in studio durante una visita e forniscono risultati eccezionali per la maggior parte dei pazienti.

Vene varicose: nuove tecniche di intervento

Esistono quattro tipi principali di trattamento minimamente invasivo progettato per le vene varicose, le due procedure più popolari che sono anche le più efficaci includono:

  • la scleroterapia
  • l’ablazione della vena safena
  • trattamento laser endovenoso
  • microflebectomia
  • CHIVA
  • Ozonoterapia

Scleroterapia

Con la scleroterapia viene iniettata una soluzione speciale nella vena interessata che provoca la fine della vena costringendo il sangue a essere reindirizzato a una vena sana vicina. La vena colpita alla fine collassa e viene successivamente riassorbita sparendo del tutto.

Ablazione della vena Safena

Conosciuta anche comunemente come ablazione endovenosa, prevede l’utilizzo di energia a radiofrequenza per sigillare la vena interessata. Le vene vengono trattate riscaldando le pareti mediante la radiofrequenza. Questo calore fa collassare, chiudere e quindi sigillare le pareti delle vene. Questa procedura è meno invasiva ma altrettanto efficace dei trattamenti chirurgici come il contenzioso e lo stripping della vena safena o l’escissione delle vene varicose.

Trattamento laser endovenoso (EVLT)

Uno dei migliori trattamenti consigliati per le grandi vene varicose. Conosciuto anche come ablazione laser endovenosa, l’EVLT è comunemente usato per trattare le vene varicose per ragioni estetiche. Tuttavia, può anche essere usato per eliminare o ridurre i sintomi dolorosi associati alle vene varicose come gonfiore, irritazione della pelle, infiammazione o dolori.

L’ablazione laser è simile all’ablazione a radiofrequenza, tranne per il fatto che utilizza l’energia laser anziché l’energia a radiofrequenza. La fibra laser viene inserita nel catetere, spostata nella posizione necessaria e chiude il vaso per calore. La vena alla fine si restringe e viene riassorbita dal corpo nel tempo. La radiofrequenza e la terapia laser sono spesso utilizzate per trattare le vene più profonde della gamba.

Trattamento di microflebectomia

E’ un’altra opzione di trattamento minimamente invasiva efficace per rimuovere le vene varicose. Mediante incisioni microscopiche, le vene vengono rimosse attraverso la superficie della gamba. La procedura è comunemente usata per trattare le vene varicose più grandi e può essere un’opzione alternativa quando la scleroterapia è inefficace.

Chiva

E’ un trattamento ambulatoriale per le vene varicose eseguito in anestesia locale allo scopo di abbassare la pressione transmurale nel sistema venoso superficiale ed evitare la distruzione delle vene. Si tratta dunque di una valida alternativa alle procedure comuni che è associata a meno lividi, danni ai nervi e recidive rispetto alla safenectomia stripping. I principali vantaggi sono la conservazione della vena safena, l’anestesia locale, bassi tassi di recidiva, basso costo, basso dolore, e nessun danno ai nervi.

Ozonoterapia

Produce un rigonfiamento della parete interna delle vene che rivestono le cellule (cellule endoteliali) espandendo il diametro dei vasi più piccoli e aumentando il flusso sanguigno alle pareti delle vene. Il miglioramento della circolazione sanguigna riduce quindi il diametro delle grandi vene varicose ed elimina le piccole vene varicose.

Le vene varicose ritornano?

Stripping varici

Attualmente, lo stripping delle vene varicose è stato ampiamente sostituito dall‘ablazione laser endovenosa o dall’ablazione con radiofrequenza. Entrambe queste tecniche sono considerate meno invasive, più sicure e più efficaci dello stripping venoso.

Durante lo stripping delle vene varicose, il chirurgo eseguirà diversi piccoli tagli, o incisioni, vicino alla parte superiore e inferiore della vena danneggiata. Un’incisione sarà nell’inguine, un’altra più in basso lungo la gamba, nel polpaccio o nella caviglia. Con un filo di plastica sottile e flessibile nella vena attraverso l’incisione inguinale viene legato alla vena e tirato fuori attraverso il taglio nella parte inferiore della gamba. Il chirurgo chiuderà quindi i tagli con punti di sutura e posizionerà bende e calze a compressione sulle gambe.

Laser o radiofrequenza?

Laser per vene

L’ablazione laser è simile all’ablazione a radiofrequenza, la fibra laser viene inserita nel catetere e fa chiudere il vaso per calore. La vena così si restringe e viene riassorbita nel tempo. La radiofrequenza e la terapia laser sono spesso utilizzate per trattare le vene più profonde della gamba. A questa tecnica si riconosce una reale efficacia, la possibilità di trattare qualsiasi vena varicosa e un decorso postoperatorio poco doloroso e simile a quello della radiofrequenza.

Radiofrequenza vene

Come abbiamo detto in questa procedura le onde radio, ossia energia a radiofrequenza, vengono trasmesse attraverso la parete venosa. Il medico addormenta la vena, con una ecografia vede l’interno della gamba, quindi passa un catetere a filo lungo la vena per applicare energia a radiofrequenza lungo la sua parete. In genere, questo catetere va dal ginocchio all’inguine. La parete venosa si riscalderà, si addenserà e si contrarrà e alla fine verrà riassorbita e scomparirà. Potrebbero essere necessarie alcune settimane o mesi per vedere i risultati completi di questa procedura.

In genere il trattamento è indolore, in ogni caso potrebbe dare la sensazione di pizzicore provocato da un anestetico che viene applicato sulla pelle, dopo l’anestesia locale il paziente non sente nulla, a volte un po’ di pressione.

Scleromousse

La schiuma sclerosante, scleromousse, iniettata nelle vene danneggiate, si tratta appunto della scleroterapia emodinamica conservativa ecoguidata (ESEC), un trattamento effettuato in ambulatorio e indicato soprattutto per il trattamento di piccole varici, vene varicose reticolari e teleangectasie, quindi soprattutto per una finalità estetica (scleroterapia estetica). La schiuma iniettata provoca un’infiammazione locale e un danno della parete del vaso con successivo indurimento (sclerosi) della vena stessa. Le percentuali di successo sono circa il 70 – 80%, i tempi di guarigione sono molto brevi, una decina di giorni circa.

Un trattamento non invasivo per le vene varicose può sicuramente eliminare il dolore e il disagio ma anche alcuni semplici cambiamenti nello stile di vita possono fare un’enorme differenza nelle condizioni delle vene varicose, primo su tutti il controllo del peso e l’attività fisica mirata.

Bibliografia

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