Molte delle persone che vengono nel mio studio per un problema di vene varicose mi confessano, quasi sottovoce, di soffrire anche di emorroidi (o viceversa). Spesso pensano che sia solo una sfortunata coincidenza. E se ti dicessi che non è affatto un caso? Se queste due condizioni, apparentemente così diverse, fossero in realtà due manifestazioni della stessa debolezza di base?
La risposta breve: sì, esiste una correlazione precisa
Andiamo dritti al punto: no, non è una coincidenza. Se soffri sia di vene varicose alle gambe che di disturbi emorroidari, è molto probabile che alla base ci sia un’unica causa. Il concetto chiave da capire è questo: entrambe le condizioni sono, di fatto, varici, ovvero dilatazioni anomale e permanenti di una vena. Ciò che cambia è solo la “geografia”, la parte del corpo in cui questo problema si manifesta.
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La vera causa è l’insufficienza venosa cronica
Per comprendere a fondo il legame, dobbiamo parlare di insufficienza venosa cronica. È una definizione che suona complessa, ma il concetto è semplice e riguarda due componenti fondamentali delle tue vene.
Pensa alle pareti delle tue vene come a un elastico. In condizioni normali, sono toniche e resistenti. In chi soffre di insufficienza venosa, queste pareti sono geneticamente più “deboli”, tendono a perdere elasticità e a “sfiancarsi” con il tempo, proprio come un elastico usurato. All’interno delle vene, poi, ci sono delle valvole, delle specie di piccole porte a nido di rondine che, aprendosi e chiudendosi, dovrebbero impedire al sangue di tornare indietro spinto dalla forza di gravità. Se la vena si dilata, le valvole non riescono più a chiudersi perfettamente, e il sangue inizia a ristagnare.
Perché questo causa le vene varicose sulle gambe?
Nelle gambe, dove la gravità gioca un ruolo chiave, questo meccanismo è evidente. Il sangue che ristagna aumenta la pressione all’interno della vena, che si dilata sempre di più, diventando tortuosa e visibile sotto la pelle. Ecco che compaiono le classiche vene varicose.
E cosa c’entra con le emorroidi?
Ora applichiamo lo stesso identico principio a un’altra zona del corpo. Il plesso emorroidario non è altro che un morbido cuscinetto di vene e arteriole situato nella parte finale del retto e dell’ano. Anche queste sono vene. Un aumento della pressione in quest’area (questa volta la pressione addominale) fa sì che queste vene si dilatino, si gonfino, si infiammino e scivolino verso il basso, dando origine ai sintomi tipici del disturbo emorroidario: dolore, sanguinamento, prurito e prolasso. È lo stesso identico meccanismo delle gambe, applicato a un altro distretto.
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I 5 fattori di rischio
La prova più evidente di questa correlazione è che i fattori di rischio che peggiorano le vene varicose sono gli stessi che scatenano una crisi emorroidaria.
- Predisposizione genetica: la base di tutto. La tendenza ad avere pareti venose più deboli è spesso un tratto ereditario. Se i tuoi genitori soffrono di problemi venosi, è molto più probabile che anche tu possa svilupparli, sia alle gambe che a livello anorettale.
- Stitichezza cronica: lo sforzo intenso e ripetuto durante l’evacuazione provoca un enorme aumento della pressione all’interno dell’addome. Questa pressione si scarica violentemente sia sul plesso emorroidario, favorendone il prolasso, sia sulle vene delle gambe, ostacolando il ritorno del sangue al cuore.
- Gravidanza: durante i nove mesi, il corpo di una donna affronta una vera “tempesta” per il sistema venoso. L’aumento di peso, la pressione esercitata dall’utero sulle grandi vene pelviche e i cambiamenti ormonali (in particolare il progesterone) indeboliscono le pareti venose in tutto il corpo, rendendo vene varicose ed emorroidi quasi una costante.
- Sedentarietà e sovrappeso: stare seduti o in piedi per molte ore senza muoversi mette in “stand-by” la pompa muscolare delle gambe e aumenta la pressione nella zona pelvica. I chili di troppo, inoltre, rappresentano un carico costante che grava sull’intero sistema circolatorio.
- Lavori pesanti o sport con sforzi intensi: sollevare carichi pesanti in modo ripetuto (sia per lavoro che in palestra) crea dei picchi di pressione addominale che, come per la stitichezza, mettono a dura prova sia le vene delle gambe che quelle emorroidarie.
Cosa fare?
La strategia di base deve essere unitaria e mirare a migliorare la salute del sistema venoso nel suo complesso attraverso uno stile di vita corretto: dieta ricca di fibre e acqua, movimento regolare e controllo del peso.
Ma soprattutto, serve uno specialista che abbia una visione a 360 gradi sulla patologia venosa.
- Contattami per una valutazione specialistica completa: analizzeremo insieme la salute del tuo sistema venoso per definire una strategia che non si limiti a curare la singola manifestazione, ma che si prenda cura della causa alla radice del tuo malessere.
Fonti
- Hemorrhoidal disease and chronic venous insufficiency: Concomitance or coincidence; results of the CHORUS study (Chronic venous and HemORrhoidal diseases evalUation and Scientific research)
- MSD Manuals
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